Perché alla fine è solo di quella che si parla.
Chi ha studiato due cose di chimica sa che una reazione avviene tra due reagenti, che potremmo definire A e B, che si combinano chimicamente tra loro a formare il prodotto della reazione P.
Escludiamo la chimica inorganica e prendiamo in considerazione la chimica organica che è il fondamento di tutte le reazioni, milioni e milioni, che avvengono quotidianamente nel nostro organismo.
Chi di cose di chimica ne ha studiate tre e pure due robe di biochimica sa anche che, spesso e nella maggior parte delle reazioni, ad A non sta tanto simpatico B e quindi deve intervenire C (enzima) a dare una mano; sì insomma, a fare in modo che sti due si “piacciano” un po’ di più.
Ma attenzione, C aiuta e basta, non partecipa alla reazione.
Importantissimo è un momento nella reazione definito energia di attivazione dove C interviene abbassando sensibilmente la quantità di energia necessaria da somministrare affinché la reazione possa innescarsi.

Non si può più tornare indietro, o quasi.
Non ho fumato roba strana, tranquilli.
Oggi voglio solo togliere un po’ di romanticismo ai fatti della vita ed in particolar modo a quel sentimento così bello ed allo stesso tempo devastante che è l’Amore e l’innamoramento.
Non incazzatevi, vi prego.
Espongo solo una mia teoria che poi tanto lo so che tanto teoria non è.
Vorrei ora che cercaste di vedere quello che è appunto l’innamoramento come una “banale” reazione chimica.
Abbiamo quindi i due reagenti A=maschio + B=femmina (ma non sempre è così...) che portano alla formazione del prodotto P, Amore con la A maiuscola, ovvero fusione di due anime in una sola.
Perché due persone arrivano ad innamorarsi?
Perché ci si innamora di una persona e non di un’altra che magari presenta caratteristiche migliori?
Perché è così difficile disinnamorarsi quando, non corrisposti, non c’è altra soluzione?
Chimica, solo chimica.
Per alcuni questo può essere triste ma è così.
Ed il ruolo fondamentale è svolto da C, dal catalizzatore, dall’enzima.
Se C, il catalizzatore, non è quello giusto la reazione non avviene. Può addirittura essere ostacolata dalla sua presenza.
Ruolo svolto da più fattori.
Vediamone alcuni.
Sicuramente, ad esempio, l’aspetto fisico è un fattore catalizzante.
Gli aspetti caratteriali aiutano.
Anche la condizione economico/sociale lo è (diciamo che se mi presento ad un appuntamento con la macchina bella parto bene. Se invece mi presento con la mia Clio definita “antifiga” dalla mia amica Roberta, ciò da combattere).
La situazione psicologica del momento è certamente importante.
Eccetera, eccetera…
Un’insieme di fattori C che determineranno se A+B porteranno ad Amore, Amicizia o vaffanculo.
A questo punto consideriamo che le cose vadano come devono.
Scolliniamo l’energia di attivazione.
La reazione è innescata.
Discesa.
Non si può tornare indietro.
Siamo fottuti.
Perché quando B si combina così bene con noi (A) e la reazione chimica di cui sopra avviene nei nostri neuroni cerebrali, c’è solo da augurarsi che lo stesso avvenga in B.
Perché chi di cose di chimica ne ha studiate cinque o sei avrà sentito parlare anche di equilibrio della reazione, che non è una cosa simpatica quando questo è sbilanciato tutto da una parte.
Reazioni violente e devastanti come quelle esplosive sono esempio di squilibri reattivi.
Chimica, solo chimica.
Va bè...
Stasera qualcosa volevo dire.
Niente di che, solo teorie.
Le mie.
Non sono matto, matto matto matto...
Bisogna trovare il proprio sogno affinché la strada diventi facile. Ma non esiste un sogno perpetuo..ogni sogno cede il posto ad un sogno nuovo, e non bisogna volerne trattenere alcuno..